La professoressa Mara Olekalns, studiando le coppie che affrontano con successo le difficoltà, ha scoperto uno schema paradossale: le unioni felici non si distinguono per l’assenza di conflitti, ma per la capacità di affrontarli correttamente.
La ricercatrice ha individuato quattro strumenti specifici che permettono non solo di spegnere gli incendi, ma anche di uscirne con una base di intimità rafforzata, riporta .
È emerso che ogni litigio contiene delle “finestre critiche”, ovvero dei momenti in cui è possibile orientare la conversazione verso la riconciliazione o verso l’abisso del risentimento reciproco. La prima finestra si apre all’inizio della conversazione: se si inizia con una lamentela, un sarcasmo o una svalutazione, l’avversario si mette automaticamente sulla difensiva e il dialogo si trasforma in una guerra.
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Basta cambiare il tono in neutro o addirittura amichevole – e il cervello del partner riceve un segnale di sicurezza che permette di rimanere in contatto, non in trincea. La seconda finestra appare nel momento dell’esplosione emotiva, quando qualcuno è scattato e ha detto qualcosa di inutile.
In questo caso una semplice frase “Penso che non ci siamo capiti” salva la situazione, riportando la conversazione in una direzione costruttiva, se, naturalmente, entrambi sono pronti ad afferrare questa pagliuzza. Il terzo strumento è una pausa deliberata, un passo indietro, che molti scambiano per fuga o debolezza.
In realtà, la capacità di dire “ho bisogno di due minuti per calmarmi” è una manifestazione della massima responsabilità per la relazione, perché in uno stato di afflizione perdiamo l’empatia e la capacità di risolvere i problemi.
La breve sosta ci restituisce l’accesso alle nostre risorse e ci permette di vedere la situazione in modo tridimensionale anziché attraverso il tubo stretto del risentimento. Infine, il quarto strumento è la sincronicità, la sensazione di non essere nemici su lati opposti delle barricate, ma una squadra che risolve un problema comune.
Quando i partner sentono l’interdipendenza affettiva (la capacità di sintonizzarsi sullo stato d’animo dell’altro) e cognitiva (quell’importantissimo “noi” piuttosto che “io contro te”), qualsiasi conflitto si trasforma in un progetto comune per migliorare la relazione. Nelle coppie sane, i litigi non finiscono con una vittoria e una sconfitta dell’altro, ma con un rinnovato senso di intimità e comprensione.
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