L’infedeltà raramente accade all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno: più spesso è la lenta eruzione di un vulcano che ha accumulato tensione per anni.
Uno psicoterapeuta spiega: dietro l’atto di infedeltà c’è quasi sempre un bisogno insoddisfatto, che la coppia non ha concordato per tempo, riferisce il corrispondente di .
E non si tratta solo di sesso: a qualcuno manca il riconoscimento, a qualcuno manca il diritto di essere ascoltato, e qualcuno è semplicemente stanco di stare bene e ha deciso di ricordarselo nel modo più doloroso. Lo psicologo distingue quattro fattori di infedeltà: biologico (attrazione), sociale (scenari familiari), psicologico (deficit nella coppia) e morale ed etico (mancanza di divieti interni).
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A volte uno funziona, a volte – tutti insieme, ma il risultato è sempre lo stesso: gli accordi, che la coppia potrebbe non essersi nemmeno presa la briga di esplicitare ad alta voce, crollano. Dopo tutto, il tradimento non è sempre sesso a latere, ma è sempre una violazione dei confini delineati solo nella testa di uno dei due.
Perdonare o lasciare? Una domanda che divide le famiglie in due campi, ma gli esperti ricordano: la decisione non dovrebbe essere presa nella tempesta delle prime emozioni.
È come cercare di bere il tè su una zattera durante una tempesta di nove punti: lo si rovescia e ci si brucia. Ci vuole tempo perché la tempesta si plachi e si capisca non solo il dolore del tradimento, ma anche la portata della catastrofe: si trattava di un legame casuale o di una vera e propria relazione parallela? Era un impulso o un sistema?
Se la scelta viene fatta a favore della conservazione del matrimonio, entrambe le parti devono passare attraverso il purgatorio, il cui nome è ripristino della fiducia. La promessa di “non succederà più”, sostenuta da uno sguardo sincero, non funziona in questo caso.
Richiede assoluta onestà e assoluta trasparenza: accesso alla geolocalizzazione, corrispondenza aperta, disponibilità a rispondere alle stesse domande centinaia di volte. È umiliante sia per chi perdona che per chi è perdonato, ma non c’è altro modo per rianimare il tessuto lacerato dell’intimità.
Molte coppie inciampano in questa fase: cercano di far finta di niente, ingoiano l’offesa e sperano che il tempo stesso levighi le ferite. Ma il dolore non vissuto non scompare, si conserva e fa germogliare il controllo totale, il sarcasmo o la fredda cortesia, che sono peggio degli scandali.
Gli psicologi avvertono: perdonare non significa dimenticare, perdonare significa stipulare un nuovo contratto a condizioni diverse. Perdonare senza ricomporre il rapporto non è un nuovo capitolo, ma solo la rilegatura di un vecchio libro con le pagine strappate.
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