Viviamo in un’epoca in cui persino l’amore è diventato un progetto con KPI misurabili e periodi di ritorno, hanno scherzato tristemente i sociologi.
Pauline Aronson nel suo libro “Love: Do It Yourself” osserva: oggi la maturità umana non si misura dalla capacità di affezionarsi, ma dalla capacità di lasciare rapidamente le relazioni che non sono più emotivamente gratificanti.
Siamo diventati gestori dei nostri sentimenti, calcolando i rischi e assicurandoci contro le perdite prima ancora di aver investito una goccia di sincerità. Il filosofo Emmanuel Levinas ha detto: “Amare è perdere l’equilibrio”.
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Ma l’uomo moderno è in preda al panico da caduta, ha bisogno di un’assicurazione, di un airbag e di istruzioni chiare nel caso in cui si faccia male all’improvviso. Entriamo nelle relazioni armati di liste di requisiti, come la lista della spesa al supermercato, e siamo sinceramente perplessi perché alla cassa siamo delusi invece che felici.
Alla base di questa paura c’è la tendenza della società al narcisismo, spiegano gli psicoanalisti. Non abbiamo bisogno dell’altra persona come anima vivente con le sue stranezze, ma come funzione: deve confermare il nostro valore, rifletterci in una luce favorevole e non deve in alcun modo fare contro richieste.
L’amore diventa uno specchio in cui vogliamo vedere solo la nostra immagine riflessa, e lo battiamo quando improvvisamente ci mostra la verità. L’uomo di funzione è comodo, prevedibile e non viola i confini, ma con lui è impossibile provare la vertigine per cui le persone si buttano nell’abisso delle relazioni.
Non si perde l’equilibrio, ma non si decolla nemmeno. Non affronterete mai la stranezza dell’altro, ma non conoscerete mai la dolcezza di accettare questa stranezza.
Il vostro amore sarà sicuro, sterile come una sala operatoria e altrettanto morto. La terapia in questo caso funziona come una rianimazione della capacità di desiderare e sopportare la delusione.
Non elimina il dolore dalla vita, ma insegna che il dolore non è un errore, ma una parte inevitabile di qualsiasi contatto profondo. Una persona che ha una resilienza interiore non ha paura di perdere il controllo perché sa che, anche se cade, può rialzarsi.
E solo quando si smette di pretendere una sterile sicurezza dall’amore, questo arriva all’improvviso – vivo, arruffato, che non corrisponde a nessuna voce della propria lista ideale.
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