Cosa succede se si ignora l’abbaiare alla porta: come la casualità diventa mania

All’inizio sembra una cosa carina o addirittura utile: il cane guaisce una o due volte al rumore dell’ingresso e voi automaticamente lo lodate: “Ottimo lavoro di guardia!”.

Ma nel giro di un mese non si riesce ad aprire la porta al corriere sotto il concerto assordante, e i vicini iniziano a guardarlo con muto rimprovero, riferisce il corrispondente di .

È così che un comportamento casuale, accidentalmente rinforzato, si trasforma in una mania ossessiva e incontrollabile. Un cane non nasce con l’idea che abbaiare a ogni passo fuori dalla porta sia il suo lavoro.

Abbaia per eccitazione, curiosità o leggera ansia. La vostra reazione – attenzione, sguardo, parola – è una ricompensa, una conferma che ha fatto la cosa giusta.

Anche l’attenzione negativa (il grido “Stai zitto!”) è comunque un’attenzione che cattura solo il comportamento indesiderato. Per spezzare questo circolo vizioso non serve l’addestramento, ma una revisione delle nostre abitudini.

La chiave sta nell’anticipazione. Se sapete che il vostro cane sta rispondendo a un richiamo, iniziate a lavorare prima dell’evento.

Un paio di secondi prima del richiamo previsto (o dei passi sulle scale), date un comando di contenimento (“Seduto”, “Aspetta”) e un premio per la calma. In questo modo ridirigete la sua attenzione dallo stimolo esterno a voi.

Il compito più difficile è quello di mantenere una calma glaciale durante l’abbaio stesso. Non guardate il cane, non parlategli, non cercate di calmarlo.

L’ignoranza totale la priva di qualsiasi feedback. Non appena c’è anche solo un secondo di silenzio, lodate e premiate immediatamente. Deve capire che la ricompensa è il silenzio, non l’abbaiare.

Anche il metodo del “mancato rispetto delle aspettative” funziona. Ad esempio, se il cane abbaia alla porta, alzatevi e iniziate a raccogliere lentamente i libri dallo scaffale o ad annaffiare i fiori.

Le vostre azioni del tutto pacifiche e inappropriate lo confonderanno e interromperanno la sua risposta automatica. Lui si aspetta che lo assecondiate o lo sgridiate, mentre voi fate finta di niente.

È un processo lungo che richiede una pazienza ferrea. Ma il risultato non è solo il silenzio, bensì un cambiamento nel comportamento del cane.

Impara a non reagire, ma a osservare e controllare la vostra reazione. Voi diventate un vero leader, che valuta il livello di minaccia, e il suo compito è quello di seguire i vostri segnali, non di assumersi la responsabilità dell’intero appartamento.

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